Lunedì Film

Semplicemente i film che adoro…

Il cinema è la scrittura moderna il cui inchiostro è la luce.

Jean Cocteau


Fonte http://www.filmtv.it

Splendido film del regista statunitense James Allen Mangold.

Una storia emozionante e coinvolgente.

Un film ottimamente realizzato, adrenalinico e spettacolare.

GUARDA IL TRAILER IN LINGUA ORIGINALE

Il rombo assordante dei motori vi emozionerà. Consigliato a chi ama le grandi storie.


Fonte http://www.imdb.com
Fonte http://www.imdb.com
Fonte http://www.imdb.com
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Trama

Detroit, 1966. La Ford, colosso automobilistico, è in crisi di vendite e Henry Ford II chiede ai suoi manager di non ripresentarsi al lavoro se non con un’idea vincente. Il giovane manager Lee Iacocca, sfidando lo scetticismo generale, suggerisce di scendere in pista per vincere la prestigiosa 24 Ore di Le Mans, la corsa più famosa al mondo, in modo da rilanciare l’immagine del marchio; ma ci sarà da fare i conti con l’apparentemente invincibile Ferrari, che ha già rifiutato un’offerta di collaborazione con la Ford; l’ingegner Ferrari ha un particolare disprezzo per il presidente Ford, che reagisce ordinando ai suoi collaboratori di trovare i migliori ingegneri, meccanici e piloti, costruire un’auto che batta la Ferrari e vincere a Le Mans! Iacocca propone l’incarico a Carroll Shelby, ex pilota che ha già vinto una 24 Ore di Le Mans e ora fabbrica auto sportive come la famosa Shelby Cobra; Shelby accetta a patto di lavorare in autonomia, cosa che irrita i dirigenti Ford, a partire dal vicepresidente anziano Leo Beebee che lo ostacolerà non poco.

Per trasformare la nuovissima Ford GT40 in un’auto capace di competere a Le Mans, Shelby ingaggia il britannico Ken Miles, meccanico e pilota dilettante; grazie a lui e ai metodi del team di meccanici di Shelby, la macchina prende via via forma; ma Leo Beebee non vuole Miles come pilota e lo fa estromettere. Tuttavia, l’edizione 1964 di Le Mans vede vincitore ancora la Ferrari (che poco dopo il rifiuto di Enzo Ferrari di vendere alla Ford era stata acquistata dalla FIAT di Gianni Agnelli, ottenendo una cifra superiore e piena libertà d’azione, mentre la Ford Motor Company impone limiti ben precisi); Ford è tentato di licenziare Shelby, ma questi gli fa notare che l’approccio burocratico e piramidale della sua azienda non funziona nelle corse d’auto, e riesce a ottenere piena libertà di manovra; Beebee si fa però nominare responsabile del reparto corse, per far pesare la sua influenza su Shelby.

Shelby si riconcilia con Miles, e per averlo come pilota fa una scommessa molto pericolosa; dopo aver bloccato Beebee nel suo ufficio e fatto fare un giro a Ford sulla GT40 mk II, scommette sul risultato della 24 Ore di Daytona 1966; Miles correrà con la sua squadra: se vince, correrà anche a Le Mans; se perde, Shelby cederà la sua ditta alla Ford! Nonostante i problemi legati sia alle ingerenze della Ford sia all’auto (il motore è tanto potente che supera i 7.000 giri, ma tale velocità sforza troppo i freni che fondono, e la macchina diventa incontrollabile; Miles ha già rischiato in un incidente durante i test su strada), Miles ottiene la vittoria stracciando l’altra squadra con una Ford GT40.

Alla 24 Ore di Le Mans 1966, Miles ha un problema alla partenza ma rimonta; tuttavia la vera problematica di Le Mans (che Shelby ha spiegato a Iacocca quando fu ingaggiato) è non la velocità, bensì la resistenza, tanto della macchina quanto dell’uomo; nel corso della gara le 3 Ferrari schierate vengono eliminate tutte, compresa la Ferrari 330 P3 di Lorenzo Bandini (che corre per Enzo Ferrari) quando questi brucia il motore in un duello con Miles; in pista si succedono incidenti e pericoli; per ovviare ai freni bruciati, Shelby e Miles sfruttano un vuoto nel regolamento che permette di sostituire i pezzi rotti, ma non delinea i limiti dell’operazione, quindi la squadra cambia tutto l’apparato frenante; a nulla valgono le porteste di Ferrari, presente alla corsa. Miles brucia record dopo record, ma Beebee impone a Shelby di farlo rallentare per permettere anche alle altre 2 GT40 in gara di raggiungerlo e tagliare il traguardo insieme; Shelby se ne infischia ma lascia la decisione finale a Miles, che alla fine rallenta; Miles ha percorso il tragitto in meno tempo, ma avendo guidato per meno chilometri (poiché è partito per primo, quelli dietro a lui hanno fatto più chilometri) il regolamento di Le Mans assegna la vittoria alla Ford GT40 di Bruce McLaren; Shelby è furioso con lo scaltro Beebee, ma Ken Miles si consola pensando che ha comunque gareggiato a Le Mans.

Tempo dopo, Miles e Shelby sono di nuovo al lavoro per migliorare l’auto, ma c’è un altro incidente e stavolta Miles muore, sotto gli occhi del figlio Peter; 6 mesi dopo, Shelby ricorda ancora l’amico e restituisce alla vedova e al figlio una chiave inglese che Miles gli aveva tirato addosso e lui aveva incorniciato.

Nei titoli di coda, si legge che Ken Miles fu inserito postumo nella Motorsports Hall of Fame of America nel 2001, mentre la Ford continuerà il suo duello con la Ferrari vincendo le edizioni 19671968 e 1969.

Fonte Wikipedia

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